Addio alle Società Sportive Dilettantistiche Lucrative

Addio alle società sportive dilettantistiche lucrative. Il governo fa marcia indietro sulla riforma varata con l’ultima legge di Bilancio e, a pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova disciplina, la cancella con un colpo di spugna. L’annuncio è arrivato ieri dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa per la presentazione del decreto Dignità.

«Nell’ultima manovra di bilancio è stata introdotta la forma della società sportiva dilettantistica di carattere lucrativo, a nostro giudizio in maniera surrettizia e sbagliata», spiega Giorgetti, «noi pensiamo che lo sport dilettantistico non debba avere fine di lucro e quindi abbiamo abolito questa fattispecie, restituendo alle Asd vere meno burocrazia e la possibilità di operare senza le complicazioni che questa normativa, a partire dal prossimo 10 luglio, avrebbe comportato per tante decine di migliaia di volontari e appassionati».

I commi 353-361 della legge n. 205/2017 avevano previsto che le attività sportive dilettantistiche avrebbero potuto essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al titolo V del libro quinto del codice civile (ss, snc, sas, spa, sapa, srl). La manovra ha introdotto requisiti stringenti sotto il profilo formale e sostanziale, con particolare riferimento a denominazione statutaria, scopo sociale, amministratori e direttore tecnico.

Tra le disposizioni di favore il legislatore ha poi recato vantaggi fiscali quali la riduzione alla metà dell’aliquota Ires (da 24 a 12%) e l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% (invece che al 22%) sui servizi sportivi resi negli impianti gestiti dalla società. Fin dal primo momento, tuttavia, gli addetti ai lavori hanno evidenziato numerose criticità interpretative e operative, anche per quanto riguarda la qualificazione tributaria dei compensi corrisposti dagli enti lucrativi e il rispettivo trattamento previdenziale. L’abrogazione del nuovo regime avvenuta con il decreto dignità «rappresenta un primo segnale», conclude Giorgetti, «che dà l’idea dell’attenzione che questo governo porrà verso lo sport di base, lo sport nelle scuole e le associazioni dilettantistiche».

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